BIBLIOTECA: Il vampiro di Venezia

Il vampiro di Venezia - Giada Trebeschi
Editore: Oakmond Poblishing
ISBN: 978-3962078881
Pagine: 256
Prezzo: Cartaceo: € 12,50 eBook: € 4,99



Sinossi
In un anno la morte nera ha falcidiato un terzo della popolazione della città e, come se non bastasse, la vigilia di Natale non solo avviene il primo di una serie di efferati omicidi ma sull’isola del Lazzaretto Nuovo scoprono una masticatrice di sudari, una sorta di vampiro, un mostro che torna dai morti cibandosi di sangue umano.

Nane Zenon, un alchimista in odore di negromanzia, rende il vampiro inoffensivo eppure il terrore non lascia tregua. Sono in molti a credere che gli omicidi abbiano a che fare con i masticatori e così, per volere del Doge in persona, Nane si troverà ad affiancare le indagini del Signore di notte al Criminàl Orso Pisani.

Sullo sfondo di questa storia oscura e angosciosa la città dei mercanti, degli ebrei e degli arabi che non disdegnano di fare affari insieme; la Serenissima delle spie e delle cortigiane, dei segreti e degli intrighi, la magica e struggente Venezia dei ricami di pietra e degli amori impossibili.

Il romanzo s’ispira al ritrovamento del cosiddetto vampiro di Venezia cioè lo scheletro di una donna con un mattone in bocca, risalente agli anni della grande peste di fine ‘500 e rinvenuto sull’isola del Lazzaretto Nuovo durante gli scavi archeologici del 2006-2008.


Parere
A differenza di altre mie recensioni, qui salto la trama perché c'è ben poco da dire in più a quanto già scritto nella sinossi, evitare di fare spoiler in questa condizione diventa impossibile. Quindi, per stavolta, vi tocca adeguarvi.
Nel corso del 2018 Amazon mi ha dato la possibilità di leggere gratis con Kindle Unlimited per ben tre mesi, inutile dire che ho fatto incetta di titoli. Resto sempre piuttosto amareggiata dalla possibilità che Amazon concede alle case editrici di avere i libri su KU anche se in vendita su altri store mentre a noi self li tira via, ma vabbé, è una battaglia persa visto che proprio i self - una volta chiamati in causa - non si sono mossi in tale direzione.
Comunque sia, siamo qui per parlare di questo libro e non per fare polemiche sterili quindi ciancio alle bande andiamo avanti per la nostra strada. Anche se l'ho letto mesi fa, una bozza di opinione l'avevo comunque messa giù.
La prima cosa che mi viene da dire è che non è un romanzo per tutti. Giada Trebeschi è una scrittrice coi fiocchi, con una cultura grandissima e i suoi libri ne sono pregni. Quindi, se siete dei pigroni e non vi va di andare in internet a fare una mera ricerca su Google per saperne di più, non vi consiglio questo libro. Sarebbe per voi complicato.
Che, poi, mostri una grande competenza anche per quanto riguarda la struttura sociale e giudiziaria della Serenissima a me che son veneziana non ha fatto altro che piacere, per una volta non vedo castroneria sulla mia bella Venezia. Ma questa è un'opinione del tutto personale e quindi vale quel che vale.
Mentre obiettivamente parlando, il libro si basa sul ritrovamento di uno scheletro nel cimitero del Lazzaretto Nuovo con la madibola frantumata post-mortem da un mattone ancora lì. Questa scena la Trebeschi ce la fa rivivere a opera di Nane Zanon, l'alchimista assoldato dal Doge per risolvere al più presto la questione dei morti ammazzati che gravano attorno alla chiesa di San Nicolò dei Mendicoli. E come si entra nella narrazione. Con eleganza la Trebeschi ti prende per il collo e ti fa affogare nella storia sin dalle prime righe. Eleganza perché il linguaggio usato è forbito, ma non troppo, una bella penna lungi dallo stile asettico e sempre più anglofono della narrativa moderna.
Lo stile fluido ti attira e ti trascina fino all'ultima pagina, il thriller è ben congegnato e non di facilissima risoluzione anche se i tasselli sono tutti lì, a portata di mano. E' che tu lettore sei distratto, distratto dagli scorci ben descritti che ti fanno vivere e respirare la città. Miasmi compresi.
Una cosa però va detta: la scrittura dotta pretende che vi sia una lettura altrettanto dotta, se non si sa cosa sia un disegno a sanguigna, per esempio, è il caso di scoprirlo con l'amichevole google trovatutto. Insomma, non è un libro per pigri e questo può essere un pregio tanto quanto un difetto, certo è che in mezzo a tanto piattume per una lettrice appassionata come me, trovare un romanzo che sia dotto senza risultare un saggio storico è manna dal cielo, quindi ovvio che sono parecchio di parte. Tuttavia mi rendo conto che trovarsi tra i piedi figure come il Signore da notte al Criminàl non sia di immediata comprensione per il lettore, questa è storia e un po' bisogna conoscerla, la Trebeschi sa però come indirizzare subito la lettura dando spiegazioni mirate e concise, quanto basta per non far arretrare o desistere.
Questo, è certo, sarà un libro che vi arricchirà parecchio inseguendo un criminale tra calli e campielli.

Voto: 4/5


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