Tra Storia e Fantasia: l'Ucronia


Buongiorno speculatores et speculatrices e ben ritrovati in questa rubrica tra storia e fantasia.
Torniamo alla carica con i nostri svarioni mentali su come scrivere un fantasy-storico, su come in definitiva ci siamo mossi noi in linea di principio.

Oggi parliamo di ciò che è fondante per la nostra ambientazione, l'Ucronia.
Iniziamo, ovviamente, dalle basi, ossia dalla sua definizione (cliccate l'immagine per ingrandirla):

  

Se però aveste chiesto a me o a Elios di dirvi cos'è, la risposta sarebbe stata diversa, ossia: un’arma a doppio taglio, nel senso che non ha impugnature, solo lame da tenere ben salde. E se lo sai fare non ti tagli, altrimenti… raccatti dita dal pavimento. Di chi è questo indice?

Ucronia, altrimenti nota come fantastoria, allostoria o storia alternativa è quell’esercizio di stile e di studio, soprattutto di studio, con cui si interviene su un fatto storico, di solito di una certa rilevanza socio-politica ed economica, modificandolo e dando quindi vita a tutta una serie di conseguenze diverse da quelle documentate, aprendo a scenari talvolta sorprendenti. Soprattutto, quando ci si appresta a modificare la storia, si scopre quanto essa sia sorprendente per tutte le sfumature che, comunque, mai riusciremmo a eguagliare con la nostra ucronia.
Gli effetti di questi cambiamenti possono essere limitati, definendo l’ucronia chiusa o circolare, oppure aperti e influire sul resto della storia fino ai giorni nostri e, perché no, dare vita anche a un futuro alternativo, tipico delle opere sci-fi, o post-apocalittico, più noto come distopico.
Come si fa un’ucronia?

Indovinate un po’ la risposta? No, non è 42. È: studiando! Speravate di averla scapolata sto giro, eh?

Fregati!

Si studia la storia, ma soprattutto quel determinato periodo o fatto storico in tutte le sue sfumature affinché i cambiamenti apportati siano credibili, supportabili, gestibili. E che lo siano anche le conseguenze che tale modifica comporta. Ma facciamo un esempio che è più facile (ee…. No, vabbé).

Risultati immagini per prima guerra mondialePrendiamo un fatto storico molto noto, qualcosa che se cambiato rivoluzionerebbe la storia: la Prima Guerra Mondiale.

Alla domanda: "cosa la scatenò?", sanno rispondere tutti. Chiunque risponderebbe che a causarla fu l’assassino dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo. E allora il nostro esercizio sarà salvarlo. E immaginare cosa succederà poi.
Non ci sarà la Prima Guerra Mondiale, con i suoi milioni di morti e la spagnola sarà meno pericolosa perché senza guerra ci sono condizioni di vita migliori, sia come cibo che come igiene.
Hitler avrebbe continuato a lavorare come imbianchino con soddisfazione in un paese in pace e senza grossi problemi economici, magari mettendo su una bella ditta di colori, e avrebbe continuato a dipingere quadri scadenti, in un pacifico anonimato.
Non esisterebbe la Shoah, né il Porajmos (il grande divoramento) di Rom e Sinti.
Il Fascismo in Italia avrebbe portato alla devastazione interna del paese, Mussolini sarebbe morto di vecchiaia e il figlio avrebbe ereditato il dominio totalitaristico, estromettendo una volta per tutte la famiglia reale italiana dei Savoia con un esilio o, prendendo spunto dai sovietici, con un eccidio nello stile di Ekaterinburg.

Come vedete, le possibilità sono molteplici, ma il problema è un altro. Alla domanda “Cosa succederebbe se l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’impero austro-ungarico, scampasse all’attentato di Sarajevo?” abbiamo dato delle risposte semplici, per il fatto che ci siamo fermati alla superficie delle cose.



Come già detto, per parlare di una cosa e poter dire 1, devi conoscere 10.
Approfondendo la questione studiando la storia dei paesi coinvolti nella Prima Guerra Mondiale e gli equilibri socio-economici e politici esistenti in Europa a inizio Novecento, si scopre che l’Austria preparò un trattato di annessione della Serbia, ma pose delle condizioni inaccettabili, dai risvolti anche umilianti per il fiero popolo balcanico. Il rifiuto previsto sarebbe stato la scusa che avrebbe permesso all’Austria anche di sottrarre territori alle mire espansionistiche della Turchia e, perché no, ricacciare oltre il Bosforo i miscredenti mussulmani. Ma i Serbi, che temevano l’invasione della Bosnia da parte degli invasati Giovani Turchi, che già avevano messo a soqquadro l’impero ottomano, accettarono. Una semplice firma su un trattato scritto apposta per essere inaccettabile, aveva fatto saltare i piani di guerra di due imperi alleati, quello tedesco e quello austriaco, che si ritrovarono con una macchina bellica avviata e nessun nemico contro cui scatenarla.

Alla fine, nella sfortuna, il giovane terrorista Princip esplose i due colpi fatali all’auto reale, uccidendo Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia, dando vita al casus belli che portò alla Prima Guerra Mondiale, pur avendo assodato che Princip e i suoi cinque sodali altro non erano se non pedine. Ma chi era il giocatore che le aveva mosse sulla scacchiera internazionale?
Ora, visto tutto questo… pensate a cosa davvero succederebbe se l’attentato fallisse. Molto probabilmente, niente. La Prima Guerra Mondiale scoppierebbe ancora. La domanda vera è contro chi?

Oh, rossa, ma quante domande. Beh, sì, l’ucronia è di suo una domanda, a cui si può rispondere solo con molte, innumerevoli altre domande.

Questo è un esempio banalizzato al massimo di ucronia. Ma su basi del genere possiamo lavorare per inserire quella componente fantastica che tanto amiamo. Lo so che non stavate aspettando altro che un excursus sul lato magico della questione e l’ucronia potrebbe essere la vostra arma migliore per introdurla, giustificarla e gestirla nei vostri storici. O quella perfetta per un suicidio mediatico.
Come avete visto, creare e far crescere una buona ucronia è quasi più dispendioso in termini di studio che non attenersi alla storia vera e propria, ma se fatta con criterio, invece di portarvi al suicidio mediatico, sarà l’arma virtuale con cui infilzerete i cuori dei vostri lettori, la struttura storica – più o meno – che darà le fondamenta alla vostra componente fantastica, fornendo delle basi solide e inattaccabili (o quasi).

Per esempio, noi Demiurghi abbiamo sfruttato l’ucronia per giustificare un ritorno a usi e costumi antichi in un’epoca in cui Roma era ormai barbara e, soprattutto, per spiegare l’esistenza della magia e delle creature fantastiche legate ai miti che si trovano sparsi per l’impero.
Questo perché quando si parla di Roma Antica è nell'immaginario comune la Roma dei Cesari, quella imperiale raccontata nei grandi colossal degli anni '50 e in spettacolari film più recenti come Il gladiatore (No, Pompeii non è annoverato tra i film spettacolari, ma tra le scemenze, sappiatelo).

Arrivare a un'ucronia come quella attuale ci è costata qualcosa come nove anni di lavoro tra studio, ipotesi, argomentazioni, tesi distrutte con due parole, regole di funzionamento della magia, tipi di magia. E, soprattutto, l’ucronia ci ha permesso di spiegare perché c’è la magia e ci sono le creature fantastiche e, soprattutto, di che tipo sono.
Nel nostro piccolo mondo antico, per concludere, la magia si differenzia per tipo, le creature fantastiche, invece, non si differenziano affatto: fanno tutte dannatamente male alla salute!

Fatemi sapere cosa ne pensate e arrivederci alla prossima puntata!

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